28apr 2014

Massa Marittima è un comune  di 8.627 abitanti della provincia di Grosseto, a 49 chilometri dal capoluogo.

Centro principale dell’area delle colline metallifere grossetane, è membro dell’Unione dei comuni “Montana Colline Metallifere”.

È stato insignito del riconoscimento Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Il centro di Massa Marittima è situato su una delle propaggini meridionali delle Colline Metallifere, che dominano la sponda sinistra del fiume Pecora, corso d’acqua che ha le proprie sorgenti nella parte nord-orientale del territorio comunale, a sud-ovest della località di Niccioleta.

Il comune di Massa Marittima confina a nord-ovest con il comune di Monterotondo Marittimo, a nord-est con il comune di Montieri, a est con il comune di Roccastrada, a sud con i comuni di Gavorrano e Scarlino, a sud-ovest con il comune di Follonica, a ovest con il comune di Suvereto della provincia di Livorno.

La parte occidentale e meridionale del territorio comunale digrada verso la pianura maremmana, mentre nella parte sud-orientale si estende il Lago dell’Accesa di origine carsica, di cui è emissario il fiume Bruna.

Storia

Il territorio intorno a Massa Marittima fu abitato sia in epoca preistorica che protostorica, come testimoniano numerosi ritrovamenti databili dal Paleolitico all’età del Bronzo, fra i quali ricordiamo quelli di Pianizzoli, Valmora, Le Tane e Vado all’Arancio. Insediamenti etruschi sono stati invece rinvenuti nella zona del lago dell’Accesa e non solo (Campo al Ginepro, Macchia del Monte, Poggio Corbello, Poggio Castiglione, Podere Nuovo e Valpiana) databili in un lungo periodo di tempo che va dal IX al V secolo a.C.. Ulteriore prova dell’esistenza di un probabile insediamento nel luogo in cui oggi grossomodo sorge Massa Marittima è dato dalle Res Gestae di Ammiano Marcellino, dove viene citata una Massa Veternensis come luogo di nascita di Costanzo Gallo, nipote di Costantino, riconducibile forse alla località di Massa Vecchia.

Il nome di Massa compare per la prima volta in un documento del X secolo, in un elenco di castelli e corti venduti al chierico Ropprando dal marchese Lamberto il 18 aprile 973 e successivamente ricomprati da Ermengarda, rimasta vedova di Lamberto, il 15 febbraio 986. Il secolo che sancì l’inizio della definitiva fioritura della città fu il secolo XI, quando avvenne il graduale trasferimento a Massa Marittima della sede episcopale di Populonia, saccheggiata dai pirati greci e distrutta dalla flotta di Niceta, prefetto di Costantinopoli: una lettera di papa Alessandro II al vescovo Tegrino del 1062 testimonia il già avvenuto trasferimento del vescovo a Massa. Inizialmente posta in accomandigia a Pisa (1216), la città conobbe l’apice del suo splendore negli anni in cui si costituì libero comune (1255-1337), conoscendo una grande espansione urbanistica e grazie alla realizzazione di edifici di grande pregio visibili ancora oggi. Dal 1° maggio 1317 per almeno un anno la città batté anche moneta propria, il Grosso da 20 denari e il Denaro piccolo, e si ha notizia della circolazione delle sue monete fino alla fine del 1319. Entrata nelle mire di Siena, con la quale si legò in rapporti di collaborazione sin dalla metà del XIII secolo, partecipando al fianco di essa nella battaglia di Montaperti (1260), sì unì ad essa in tre leghe (1276, 1307, 1319) e lentamente finì per essere completamente assoggettata.

I secoli della dominazione senese furono periodi bui, in cui Siena sfruttò le potenzialità economiche della città indebolendola fino all’annichilimento. Le pestilenze (le più gravi nel 1348 e nel 1400) ed il calo demografico portarono la città ad una decadenza fino ad allora mai conosciuta, cui si aggiunse l’insalubrità del luogo, poiché i senesi mai si interessarono, come accadde anche a Grosseto e in altre località della Maremma, alle opere di bonifica. Nel 1554, durante la guerra tra Siena e il duca Cosimo de’ Medici, la fortezza di Massa capitolò, assediata dagli spagnoli guidati da Carlo Gonzaga. Il 3 febbraio 1555 la città fu inglobata nel Granducato di Toscana.

Durante il dominio mediceo, la città conobbe un iniziale tentativo di bonifica ad opera del granduca Ferdinando I, ma successivamente nessuno dei successori si interessò più alle sorti di Massa e della Maremma: gli unici interventi erano legati alle attività siderurgiche di Valpiana, mentre per il resto, la mancata assistenza dei torrenti fece ritornare in pessimo stato le condizioni ambientali. La malaria spopolò nuovamente la città e, quando nel 1737 la casata dei Medici scomparve, Massa contava solamente 527 abitanti. Fu nel corso del secolo XVIII, sotto i Lorena, che la città rifiorì nuovamente. Il 18 marzo 1766 il granduca Pietro Leopoldo divise lo Stato senese in due province: la provincia superiore e la provincia inferiore. La provincia inferiore aveva capo a Grosseto ed era a sua volta suddivisa in quattro capitanati, Grosseto, Arcidosso, Sovana e la stessa Massa. Negli anni tra il 1770 ed il 1790 furono bonificate le aree del padule di Ghirlanda, di quello delle Venelle, del Pozzaione e dell’Aronna. Leopoldo II di Lorena, nel XIX secolo, continuò le opere di miglioramento ambientale ed economico: fu riaperta la miniera di lignite di Montebamboli, quella di allume di Montioni, e Massa ritornò ad essere città mineraria. Dette nuovo impulso alle ferriere di Valpiana e rese Follonica città della ghisa.

Massa partecipò attivamente ai moti risorgimentali che portarono all’unità d’Italia. Garibaldi stesso passò per Massa Marittima, di cui in seguito divenne cittadino onorario, e furono proprio alcuni giovani massetani, i fratelli Lapini, tra gli altri, ad aiutarlo a raggiungere Cala Martina per imbarcarsi verso Porto Venere nel settembre 1849. Nel 1923 la città di Follonica, da sempre frazione di Massa Marittima, si costituì comune autonomo. Sul finire della seconda guerra mondiale, infine, si registrano a Massa episodi di lotte partigiane ed un forte impegno nella Resistenza, nonché dolorose tragedie umane: si ricordano l’eccidio degli ottantatré minatori di Niccioleta (13 giugno 1944) ed il barbaro omicidio di Norma Pratelli Parenti, eroina della Resistenza e medaglia d’oro al valore militare (22 giugno 1944).

Nel dopoguerra Massa Marittima si consolidò centro minerario, finché nel 1994 non chiuse l’ultima miniera. Oggi la città vive principalmente di turismo, grazie alla presenza di numerose opere d’arte e alla valorizzazione degli antichi mestieri, legati principalmente alle miniere.

Simbolo:

Lo stemma di Massa Marittima è costituito da uno scudo sannitico di color rosso su cui è presente un leone dorato rampante. In alto è situato un rastrello blu con gigli attribuito ad una concessione dell’imperatore Carlo IV in visita alla città. Lo scudo è timbrato da una corona di città. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale: «di rosso al leone d’oro; capo d’Angiò».

Fu istituito per la prima volta nel 1225 in seguito al raggiungimento della piena autonomia di libero comune. Il colore rosso denotava la forte identità ghibellina dei propri abitanti.

Onorificenze

Massa Marittima è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d’interesse

La cattedrale

Cattedrale di San Cerbone, risalente alla metà del XII secolo, è il principale edificio religioso delle Colline Metallifere, sede della storica diocesi erede di Populonia che da Massa Marittima si estende sino a Piombino e all’isola d’Elba. Rappresenta uno dei più importanti monumenti di architettura romanica della Maremma e della Toscana. All’interno, tra le numerose opere, molte delle quali oggi ospitate presso il Museo di arte sacra di Massa Marittima, si segnalano un interessante fonte battesimale di Giroldo da Como del XV secolo ed una Madonna con Bambino di Duccio di Buoninsegna. La parrocchia di San Cerbone conta circa 3940 abitanti.

Chiese:

Chiesa e convento di San Pietro all’Orto, edificio risalente al 1197, tra le più antiche chiese di Massa Marittima, nella prima metà del XIII secolo viene utilizzata come cattedrale. Nel 1273 passa all’ordine degli Agostiniani che vi realizzarono il convento. Nel 1312, in seguito all’edificazione dell’adiacente chiesa di Sant’Agostino, diviene oratorio ed in seguito fu inglobata dal convento. Nell’Ottocento passò di proprietà al Comune e venne adibita a scuola. Oggi la chiesa ospita la sede del Terziere di Città Nuova ed il Museo degli organi Santa Cecilia, mentre nel convento è stato allestito il Museo di arte sacra con il centro espositivo di arte contemporanea Angiolino Martini. La parrocchia di San Pietro all’Orto conta circa 3620 abitanti.

Chiesa di Santa Barbara, edificio parrocchiale della frazione di Niccioleta, realizzato in epoca recente nel villaggio dei minatori. La parrocchia di Niccioleta conta circa 440 abitanti.

Pieve di Santa Maria Assunta, chiesa parrocchiale della frazione di Prata, se ne hanno notizie sin dall’XI secolo ed ha subito delle ristrutturazioni settecentesche. La parrocchia di Prata conta circa 670 abitanti.

Pieve di Santa Maria Assunta, chiesa parrocchiale della frazione di Tatti, di origine medievale, è stata ristrutturata nell’Ottocento in gusto neoclassico. La parrocchia di Tatti conta circa 350 abitanti.

Chiesa di Cristo Re, chiesa parrocchiale della frazione di Valpiana, inizialmente intitolata alla Santissima Annunziata, risale ai primi anni del XVIII secolo e presenta una semplice facciata a con oculo ovoidale ed un piccolo campanile a vela con volute. La parrocchia di Valpiana conta circa 1115 abitanti.

Chiese minori

Chiesa di Sant’Agostino, costruita in stile gotico nel 1299, fu terminata nel secondo decennio del XIV secolo, ereditando la parrocchia dell’adiacente San Pietro all’Orto. Ulteriori aggiunte furono apportate negli anni 1348-52 dai maestri senesi Stefano di Meo e Gualtiero di maestro Sozzo. All’interno presenta una vasta navata con archi acuti trasversali a sostegno della copertura lignea. Sulla sinistra si sviluppano il chiostro, realizzato nel 1410, e il campanile del 1527. Tra le pregevoli opere custodite nella chiesa si segnalano interessanti dipinti barocchi come la Visione di san Guglielmo di Antonio Nasini, un’Annunciazione di Jacopo Chimenti (1614), la Fuga in Egitto di Lorenzo Lippi, una Madonna con Bambino e santi e una Visitazione di Rutilio Manetti. Qui inoltre è stata ritrovata nel 1867 la celebre Maestà di Ambrogio Lorenzetti, dipinta inizialmente per la chiesa di San Pietro all’Orto ed oggi conservata nel Museo di arte sacra.

Chiesa e convento di San Francesco, risalente al XIII secolo ed in stile gotico, fu in seguito divisa dal resto della città dopo la costruzione delle mura senesi nel XIV secolo. Originariamente più voluminosa, la chiesa con annesso convento fu accorciata per la prima volta nel Trecento, dato la cedevolezza del terreno, e successive riduzioni furono effettuate nel 1441, nel 1529, nel 1760 e infine nel 1878. Un restauro del 1992 ha ripristinato l’aspetto della parte absidale con cappelle laterali.[19] Il convento fu soppresso nel 1782 e trasformato in Seminario Vescovile: all’inizio del XIX secolo fu anche per un breve periodo adibito a scuola elementare, in seguito alla chiusura temporanea del seminario riaperto poi nel 1833.

Chiesa di San Michele, chiesa oggi sconsacrata realizzata nel 1835 sul luogo della demolita chiesa di San Lorenzo, dal 1856 fu sede della Confraternita della Misericordia. Nel 1955 subì una ristrutturazione e una trasformazione interna a due piani: in uno di essi è stata ospitata sino al 2008 la biblioteca comunale. Presenta la facciata di forme neoclassiche in blocchi squadrati di travertino.

Chiesa di San Rocco, edificio di origine quattrocentesca, è stata presto sconsacrata e rimasta per secoli in stato d’abbandono. È stata restaurata negli anni settanta del Novecento ed oggi ospita la sede del Terziere di Borgo. Presenta una struttura quadrangolare con facciata a capanna ed un campaniletto a vela.

Chiesa di Santa Chiara, chiesa ottocentesca situata annessa all’Istituto Santa Chiara nei pressi della Torre del Candeliere, presenta lineamenti neoclassici.

Chiesa di San Sebastiano della Misericordia, situata poco fuori dal paese di Prata, fu edificata nel XIX secolo a navata unica, con facciata di ispirazione neoclassica.

Chiesa della Santissima Annunziata, situata a Tatti, è di origine medievale, con considerevoli ristrutturazioni avvenute negli anni cinquanta del Novecento.

Chiesa di San Sebastiano, situata a Tatti, presenta una facciata a vento del secolo XVIII e l’interno a una sola navata con presbiterio rialzato.

Tra le numerose chiese del territorio comunale si ricordano anche la chiesa dei Santi Francesco e Lodovico a Montebamboli, le chiese delle località di Cura Nuova e della Pesta, i ruderi della pieve di Perolla, la chiesa di San Benedetto a Massa Vecchia, la chiesa della Madonna del Buonconsiglio al Padule, l’oratorio della Santissima Annunziata a Pian dei Mucini e la chiesa di Santa Maria Maddalena a Montarsenti.

Conventi

Convento delle Clarisse, risalente al XIII secolo come convento benedettino, passo all’ordine di Santa Chiara finché le clarisse non lo abbandonarono una prima volta nel XVI secolo per le pessime condizioni dello stabile e infine nuovamente nel 1866 con l’abolizione delle congregazioni religiose. La struttura subì ristrutturazioni ed ampliamenti nel 1608. Ospitò per un breve periodo a partire dal 1867 il Museo Civico e la biblioteca, quest’ultima ritornata definitivamente nel vecchio convento nel 2008. Un monastero dedicato a Santa Chiara risultava esistere in epoca antecedente alla costruzione di questo nella località Vetreta nei pressi di Massa Vecchia.

Convento di San Bernardino, situato nella località di Vetreta poco fuori da Massa Marittima, risale al 1441 e fu costruito dai massetani in ricordo del santo Bernardino Albizzeschi. Il convento fu affidato ai Minori osservanti, definitivamente soppresso nel 1784 e rimasto per anni in stato di abbandono. Attualmente vi ha sede una comunità di recupero di tossicodipendenti.

Convento di Monte Pozzali

Cappelle

Cappella di Santa Maria al Poggio, situata nei pressi del cimitero comunale in viale Martiri di Niccioleta, è citata nel 1676 e nel XIX come possedimento dalla Confraternita di Misericordia. Originaria tuttavia del XV secolo, non rimane niente dell’antico nucleo medievale.

Cappella di San Bernardino a Marsiliana

Cappella di Sant’Antonio abate a Perolla

Cappella dell’Ascensione al Gabellino

Edifici sacri scomparsi

Chiesa di San Giorgio a Prata: scomparsa

Chiesa di Santa Cristina, presso Prata: scomparsa

Pieve di Santa Maria a Tatti: scomparsa

Chiesa di San Michele a Tatti: scomparsa

Oratorio della Madonna del Carmine a Tatti: scomparso

Architetture civili

Palazzo Comunale, imponente struttura in travertino che troneggia sulla piazza Garibaldi, è composto dall’unione di due case torri costruite in epoche diverse: la Torre del Bargello, su vicolo Massaini, che risale al XIII secolo, la seconda è del 1334 e originariamente era più bassa di come la vediamo oggi. Il corpo centrale che unisce le due torri è del secolo XIV, in stile gotico. All’interno è situata la cappella dei Priori, risalente al 1525 ed affrescata da Bartolomeo Neroni, detto il Riccio, con storie prese dalla Genesi. La facciata è composta da tre serie di bifore e al centro troneggia lo stemma mediceo, posto nel 1563.

Palazzo del Podestà, noto anche come Palazzo Pretorio, fu costruito intorno al 1225 per volere dei podestà di Massa Marittima, e successivamente fu residenza dei Commissari, dei Capitani di Giustizia e dei Regi Vicari. Si presenta come un imponente edificio a tre piani (piano terra più due piani superiori); la facciata è decorata da due file di bifore non in asse tra loro al primo e al secondo piano superiore, le prime dai profondi sguanci secondo uno stile lombardo, le seconde con una semplice modanatura. Tutta la facciata è inoltre pittorescamente costellata dagli stemmi dei podestà e dei capitani succedutisi a Massa, oltre che gli stemmi del Comune e di Siena.

Palazzina dei conti di Biserno, risalente al XIII secolo, fu residenza dei conti di Biserno. Originariamente l’edificio era più voluminoso, poiché nel 1330 il conte Boccio di Biserno vendette una parte dell’edificio al comune e dette così origine al primo nucleo del Palazzo Comunale che sarebbe stato costruito interamente alcuni anni dopo. Dopo la caduta della Repubblica massetana, nella seconda metà del XIV secolo il palazzo divenne la residenza del vescovo di Massa Marittima, qui trasferitosi dalla rocca di Monteregio presa dai senesi. Nell’Ottocento l’intero palazzo fu restaurato dall’architetto Lorenzo Porciatti.

Palazzo Malfatti, risalente al XIII secolo, precedentemente era noto come Palazzo Pannocchieschi, in quanto fu fatto costruire dalla potente famiglia Pannocchieschi. Nel XVIII secolo divenne proprietà dei Malfatti, che lo ampliarono e lo ristrutturarono. Le caratteristiche Logge del Comune, che si aprono al pian terreno sulla piazza, coeve alla costruzione del palazzo, furono demolite nel 1863 perché pericolanti e ricostruite allo stesso modo nel 1902. Interessante un affresco del 1627 rappresentante la Madonna con i santi sul muro interno del loggiato. Oggi il palazzo Malfatti è stato trasformato in una lussuosa residenza d’epoca.

Palazzo Vescovile, risalente al Medioevo, era la residenza del Vicario, poi Casa dell’Opera di San Cerbone e infine residenza del vescovo dal 1603. Alla fine dell’Ottocento fu ristrutturato e infine nel 1913 subì un restauro che modificò radicalmente la struttura compromettendone l’aspetto originale.

Palazzo Bandini, situato alle spalle del Palazzo del Podestà, l’edificio risale al XII secolo, anche se la struttura è stata modificata nel corso dei secoli. Presenta una facciata con due grandi archi in pietra. Il palazzo ha assunto questa denominazione in quanto residenza, tra il Seicento ed il Settecento, del politico ed economista Sallustio Bandini.

Palazzo Pannocchieschi, poi Biagioli, risale alla metà del XIII secolo e fu proprietà dei conti Pannocchieschi. L’edificio è stato più volte modificato e rimaneggiato nel XIV e nel XV secolo, ed ha ricevuto un restauro completo nell’Ottocento. Il palazzo è costituito da tre corpi: quello principale, con la facciata caratterizzata dalla presenza delle quattro bifore, la torre gentilizia e un annesso.

Palazzo Albizzeschi, risalente al XIV secolo, era la residenza della famiglia Abizzeschi. Nel 1380 qui nacque il santo Bernardino degli Albizzeschi, poi noto impropriamente come san Bernardino da Siena. Nel 1516, l’abitazione fu modificata e adibita a convento: al suo interno fu costruita una cappella che conservava le reliquie del santo. Infine, nell’Ottocento, l’edificio fu modificato e restaurato nuovamente per ritornare alla sua funzione abitativa. Sopra al portone principale è situata una lapide in ricordo di san Bernardino.

Palazzo dell’Abbondanza, antichi magazzini e granai a tre archi a sesto acuto la cui costruzione iniziò nel 1265 con le fonti pubbliche, dette infatti Fonti dell’Abbondanza. I magazzini rimasero in uso fino al 1778 e successivamente la struttura fu adibita a teatro: il Teatro, e poi anche Cinema, Goldoni. Nel 2001 fu indetto un concorso nazionale per trasformare il palazzo in sala congressi, vinto dal gruppo di architetti CMT, che tra il 2005 e il 2007 restaurarono l’edificio realizzando una pregevole opera di architettura contemporanea perfettamente integrata al tessuto medievale che ricevette numerosi apprezzamenti. Sempre recentemente è stato portato alla luce un affresco nella parete interna delle fonti, l’ormai celebre Albero della fecondità, che rappresenta un albero dalle cui fronde cadono frutti a forma fallica raccolti da vivaci donne che se ne contengono il possesso.

Palazzo Guelfi-Niccolini, situato presso la porta del Salnitro, era la vecchia sede della Casa di Misericordia, uno dei due spedali della città ai tempi della Repubblica. Sulla facciata è stata conservata una lastra in travertino con la lettera M.

Palazzina della Zecca, così chiamato perché dal 1317 fu utilizzato per coniare il Grosso, la moneta della Repubblica di Massa. Successivamente, con la caduta della Repubblica, l’edificio divenne proprietà dai conti Della Gherardesca e nel 1401 passò alla Diocesi.[40] Oggi la palazzina ospita la sede della Società dei Terzieri Massetani.

Palazzetto delle Armi, costruito nel 1443 dal maestro lombardo Jacopo, costituiva il vecchio magazzino delle armi del Comune di Massa. L’edificio si presenta con un doppio ordine di finestre a tutto sesto ed un loggiato con archi in filaretto di pietra.

Palazzo dell’Istituto Santa Chiara, edificio completamente ristrutturato nell’Ottocento, ma di stampo precedente, ospitò dal 1866 le suore clarisse esuli dall’ex convento dopo la soppressione delle corporazioni religiose. Annessa vi è la chiesa di Santa Chiara.

Palazzo Littorio, ex casa del fascio, situato all’ingresso del centro storico in via Ximenes, è un esempio di architettura fascista risalente agli anni venti del Novecento, imponente ed imperiale, con tanto di aquila scolpita sulla porta principale.

Palazzo dell’Istituto Giovanni Falusi, situato in via Pizzetti, fu costruito tra il 1997 ed il 1998 ed inaugurato nel dicembre 1999. Il moderno edificio sostituisce il vecchio ricovero di mendicità “Giovanni Falusi” inaugurato il 5 gennaio 1895 al secondo piano dell’ospedale Sant’Andrea, allora ospitato nel castello di Monteregio, e voluto fortemente dall’avvocato Giovanni Falusi (24 giugno 1834 – 24 marzo 1888). Nell’atrio è situato un busto marmoreo del Falusi, opera del pisano Giovanni Topi, precedentemente situato nella vecchia sede.

Casa Billi, edificio situato in via Norma Parenti, nel terziere di Borgo, si tratta di una casa torre del XIII secolo.

Casa Fedi, edificio situato in via Norma Parenti, nel terziere di Borgo, si tratta di una casa torre del XIV secolo.

Ospedale Sant’Andrea, moderna struttura ospedaliera dell’Azienda USL 9 di Grosseto, presidio di zona per la Zona-Distretto 1 Colline Metallifere e struttura di riferimento per i comuni di Massa Marittima, Follonica, Gavorrano, Monterotondo Marittimo, Montieri e Scarlino. Finito di costruire nel 1977, lo stabilimento ospedaliero ha subito delle ristrutturazioni consistenti tra il 2007 e il 2013. Prima della sua costruzione, l’ospedale aveva sede dal 1744 presso il castello di Monteregio, e prima ancora, in epoca medievale, presso la porta San Rocco e presso il palazzo Guelfi-Niccolini alla porta del Salnitro.

Fonti della Bufalona, antiche fonti pubbliche poste extra moenia risalenti al XIII secolo, erano state costruite a servizio delle popolazioni di Massa Vecchia. L’attuale aspetto è dovuto ad alcune ristrutturazioni ottocentesche, così come la costruzione degli adiacenti lavatoi.[44] L’edificio è ricordato per la sosta che vi fece Garibaldi il 2 settembre 1849.

Molinpresso, mulino fortificato medievale situato ai piedi del colle di Massa Marittima, fu costruito nel 1314, come riporta un’epigrafe su uno degli archi a sesto acuto insieme al nome del capitano del popolo che lo fece realizzare, Tollo degli Albizzeschi.

Palazzo dei Ministri a Valpiana, costruito in seguito al 1587 per ospitare gli amministratori (ministri) dei forni fusori del polo metallurgico di Valpiana. Si presenta come un grosso edificio a due piani di forma trapezoidale, con la facciata dominata da un grande stemma mediceo con corona in ferro.

Mulino Badii a Ghirlanda, complesso architettonico nato nel 1857 per volere di Giuseppe Petrocchi, fu acquistato nel 1918 da Mazzini Badii insieme all’ingegnere Hanpt, che lo trasformò nel Mulino Pastificio di Ghirlanda. Il complesso è interessante perché è formato da diverse strutture che testimoniano differenti stili artistici ed architettonici: negli anni 1924 e 1925 al vecchio casolare ottocentesco fu aggiunto un fabbricato pregevolmente decorato in stile liberty con tanto di torre con orologio, e nel 1940 fu aggiunto un ulteriore edificio in architettura fascista. Oggi il Mulino Badii versa in stato di abbandono.

Stazione ferroviaria di Ghirlanda, costruita nel 1909 come capolinea nord della linea ferroviaria Massa Marittima-Follonica, è stata chiusa nel 1944 e completamente dismessa negli anni successivi. Oggi è adibita ad uso abitativo, ma mantiene ancora i propri lineamenti particolari in stile liberty.

Architetture militari

Cinte murarie

Mura di Massa Marittima: una prima cinta muraria risale al XII secolo, anche se interventi consistenti di ampliamento sono stati effettuati a più riprese dai Senesi durante il XIV secolo, periodo della costruzione del Cassero. Lungo le mura si aprono sette porte: partendo da sud verso est, Porta al Salnitro, Porta dell’Abbondanza, Porta alle Silici, Porta San Francesco, Porta San Rocco, Porta Eleonora e Porta San Bernardino.

Mura di Tatti, già esistenti nel IX secolo, nel corso del Duecento vennero nuovamente fortificate dai conti Aldobrandeschi con l’edificazione della Rocca aldobrandesca. Successive trasformazioni furono effettuate nel XIV secolo dai conti Pannocchieschi e successivamente dai Senesi. Si accede al borgo tramite una porta ad arco tondo risalente al periodo medievale.

Castelli e fortificazioni

Castello di Monteregio, costruito dagli Aldobrandeschi nel IX secolo, fu il primo edificio del centro storico di Massa Marittima. Divenne nel corso dei secoli prima residenza del vescovo, poi dei funzionari del Comune, e infine andò incontro ad anni di declino ed abbandono, finché solo nel 1744 i Lorena vi trasferirono l’ospedale. Con la costruzione della moderna struttura ospedaliera (1977), il castello ha ospitato fino al 1999 la casa di riposo Giovanni Falusi.

Cassero Senese di Massa Marittima, fortezza senese situata nel terziere di Città Nuova, fu commissionata al maestro Agnolo di Ventura e completata il 19 febbraio 1337. Ciò che ne rimane è oggi visitabile insieme alla Torre del Candeliere.

Torre del Candeliere, fortezza dei massetani costruita nel 1228 sotto la podesteria del pisano Tedice Malabarba per inaugurare l’espansione della città al di fuori della Città Vecchia e del Borgo. Conosciuta anche come Torre dell’Orologio, è attualmente visitabile insieme al Cassero Senese.

Castello di Marsiliana, antico castello degli Aldobrandeschi con tanto di cappella gentilizia intitolata a san Bernardino, si presenta oggi sotto forma di ruderi.

Castello di Montepozzali, detto anche Castel Diruto, antico castello dei Pannocchieschi risalente all’XI secolo ed ancora attestato in un documento del 1315, ne restano oggi visibili i ruderi.

Castello di Perolla, maniero altomedievale della famiglia Pannocchieschi, con tanto di corte e importante pieve parrocchiale, andò incontro all’incuria e al definito abbandono. Oggi si presenta come un piccolo borgo, edificato sui ruderi dell’antica fortificazione, con cappella frutto di ristrutturazioni ottocentesche intitolata a sant’Antonio abate.

Castello di Rocchette Pannocchieschi, situato nei boschi del territorio settentrionale del comune, in direzione di Monterotondo Marittimo, si trattava di un importante “castello minerario” posto su di un poggio sul bordo di quattro miniere (rame, piombo e argento), antecedente al XII secolo e con chiesetta intitolata a sant’Andrea. Il borgo fortificato fu abbandonato negli anni antecedenti il 1443 ed oggi si presenta sotto forma di ruderi, riportati alla luce durante campagne archeologiche tra il 1992 e il 2000.

Castello di Tricase, o Tricasi, antichissimo castello nei dintorni di Montebamboli, già citato in una pergamena del 754, ne rimangono oggi dei ruderi: sono visibili tracce del perimetro murario e di alcuni ambienti interni.

Cassero Senese di Prata, documentato fin dall’XI secolo. Oggi è possibile vederne la struttura, risalente agli anni tra il XIII ed il XIV secolo, inglobata all’interno di alcune abitazioni del centro storico della frazione.

Rocca aldobrandesca di Tatti, documentata a partire dall’XI secolo. Ciò che ne resta sovrasta oggi il caratteristico borgo medievale.

Siti archeologici

Area archeologica del lago dell’Accesa: presso il lago, in località La Pesta, sono stati rinvenuti a partire dal 1980 i resti di un insediamento etrusco suddiviso in cinque quartieri (denominati con le lettere A, B, C, D, E), ognuno di essi costituito da un’area abitativa e da una necropoli. Nel giugno 2001 è stato istituito il Parco archeologico del Lago dell’Accesa.

Poggio Castiglione: collina su cui sono stati ritrovati i resti di un insediamento etrusco abitato dalla fine del IV secolo agli inizi del III secolo a.C., grazie ad una serie di scavi sistematici portati avanti dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana dal 1983. Poggio Castiglione è stato per anni il luogo in cui si credeva sorgesse l’antica città di Vetulonia.

Aree naturali

Lago dell’Accesa, bacino lacustre di origine carsica, è il luogo dove nasce il fiume Bruna. Sito di interesse regionale e comunitario, è molto frequentato nella stagione estiva per la possibilità di balneazione e per l’interesse archeologico dell’area circostante.

Riserva naturale Marsiliana, area protetta istituita nel 1980, occupa una superficie di circa 443 ettari nell’area occidentale del territorio comunale. Prende il nome dell’omonima località, dove un tempo era localizzato un borgo con castello, oggi ridotto a ruderi.

Parco interprovinciale di Montioni, area naturale protetta di competenza delle province di Grosseto e Livorno, occupa in minima parte alcune aree del comune di Massa Marittima.

Tradizioni e folclore

Balestro del Girifalco: storica manifestazione di elevata importanza culturale, si tiene due volte l’anno in piazza Garibaldi, la quarta domenica di maggio e la seconda domenica di agosto, e risale al periodo in cui Massa fu libero comune: le prime testimonianze di tale pratica sono del XIV secolo. Si tratta di una gara a colpi di balestra in cui si sfidano ventiquattro tiratori, otto per ciascuno degli antichi terzieri: Cittanuova (colori bianco e rosso), Cittavecchia (colori bianco e nero) e Borgo (colori giallo e blu).

Festa di San Cerbone: festa patronale di Massa Marittima, si festeggia ogni anno il 10 ottobre. Inizia con la rassegna medievale in costume da piazza Cavour fino a piazza Garibaldi e si conclude con la messa e la cerimonia liturgica del cero e del censo presso la cattedrale.

Festa di Santa Barbara: festa patronale della frazione di Niccioleta, borgo di tradizione mineraria, si svolge ogni 4 dicembre. Santa Barbara è infatti la protettrice degli artiglieri e dei minatori, e veniva venerata per scongiurare i pericoli della miniera. Nonostante la chiusura dell’ultima miniera, Campiano, negli anni tra il 1992 e il 1994, ancora oggi tale ricorrenza è celebrata.

Festa della Madonna del Canale: ricorrenza della frazione di Prata che si festeggia ogni lunedì di Pentecoste presso l’Oratorio della Madonna alla Fonte Vecchia, ad un chilometro di distanza dal paese. Secondo la leggenda la Madonna apparve in questo luogo e per ricordare tale evento fu realizzata un’edicola votiva con un affresco raffigurante la Vergine (1680); quando l’edicola si deteriorò, l’affresco fu riprodotto su di una tela spostata nella chiesa di Prata, ma per due volte scomparve e riapparve presso la fonte. Fu visto come un segno divino e qui venne realizzato l’oratorio che vediamo oggi: la popolazione di Prata, da allora, in segno simbolico riporta la tela in questione dal paese all’oratorio con una solenne processione ogni tre anni.

Fiera di Ghirlanda: fiera che si tiene ogni anno il 1º settembre presso la frazione di Ghirlanda, ha una grande eco nel territorio delle Colline metallifere. Si tratta di una rassegna agrozootecnica, erede della tradizionale mostra mercato del bestiame sopravvissuta fino ad oggi e modernizzata.

Le maggiolate: tradizionale festa della Maremma celebrata tra il 30 aprile ed il 1º maggio, prevedeva feste e banchetti nelle vie dei borghi con musiche, canti e recitazione di poesie estemporanee in ottava rima.

Musei

Massa Marittima conta all’interno del proprio territorio comunale un grande numero di complessi museali, percorsi didattici e aree interessate da visite guidate.

I seguenti musei fanno parte della rete provinciale Musei di Maremma:

Antica falegnameria

Antico frantoio

Complesso museale di San Pietro all’Orto: Museo di arte sacra e Collezione d’arte contemporanea

Museo archeologico di Massa Marittima

Museo degli organi Santa Cecilia

Museo della miniera

Museo di arte e storia delle miniere

Torre del Candeliere e Cassero Senese

Parco archeologico del Lago dell’Accesa, in località La Pesta.

Aquarium Mondo Marino, nella frazione di Valpiana.

Sono inoltre presenti anche una mostra sul Risorgimento massetano, ospitata all’interno del museo archeologico; la mostra sulla Resistenza nelle Colline metallifere; ed infine il Parco dei pozzini minerari nella valle dello Stregaio lungo la strada che porta a Monterotondo Marittimo.

Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane

Il comune di Massa Marittima è inserito all’interno del Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane, insieme ai comuni di Follonica, Gavorrano, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada e Scarlino. Le cosiddette “porte del parco”, punti di ingresso ideale all’interno del territorio, con centro d’accoglienza e info-point per l’organizzazione di itinerari o visite guidate, sono ubicate presso il Museo archeologico in piazza Garibaldi, presso il Museo della miniera in via Corridoni, e presso il Museo di arte e storia delle miniere in piazza Matteotti.

Ferrovie

Il comune di Massa Marittima era dotato di una ferrovia che collegava la città con Follonica, realizzata nel 1902, con trazione a vapore che effettuava sia servizio viaggiatori locale che servizio merci, soprattutto trasporto del minerale proveniente dalla miniera di Val d’Aspra. Nel giugno 1944, in seguito ad un bombardamento, la ferrovia fu chiusa e dismessa definitivamente nel 1967.

Le stazioni ferroviarie del comune di Massa Marittima poste lungo il tragitto erano: la stazione di Massa Marittima (capolinea nord situata nella frazione di Ghirlanda), la stazione di Schiantapetto, la stazione di Poggio Guardino, la stazione di Valpiana e la stazione di Cura Nuova (da cui partiva una diramazione per Roma).

 

27mar 2014

Come centro abitato, Follonica è certamente giovane, la sua data di nascita infatti coincide con la costruzione delle Reali e Imperiali Fonderie volute da Leopoldo II di Toscana nel 1834. Ma come località e punto di approdo, Fullona viene menzionata per la prima volta nel 1038 in un atto di donazione di terreni all’abbazia di Sestinga centro religioso in prossimità di Vetulonia, proprietaria di gran parte dell’Alta Maremma. Il documento più probante e che sicuramente fa riferimento all’attuale, è quello che sancisce una compravendita di grano del 1312 alla foce della Fullona. Continue reading

31mar 2014

Scarlino è un comune di 3.816 abitanti della provincia di Grosseto.

Dista dal capoluogo circa 35 km. Il centro storico si trova sulle pendici del Monte d’Alma, in un’area dove sono venuti alla luce reperti preistorici risalenti all’Eneolitico e all’Età del Bronzo.

Il territorio comunale si estende su una superficie di poco inferiore ai 90 km² dalle pendici nord-occidentali di Poggio Ballone fino alla fascia costiera alta Continue reading

08apr 2014

Possibili destinazioni:

  • Da Punta Ala per Pisa Centro Citta’ e viceversa: il tragitto è di circa 135 Km con un tempo di percorrenza di circa 1 ora e 40 minuti in condizioni di traffico normali;
  • Da Punta Ala per Aeroporto Galileo Galilei Pisa e viceversa: il tragitto è di circa 131 km con un tempo di percorrenza di 1 ora  e 35 minuti in condizioni di traffico normali;

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11apr 2014

Possibili destinazioni:

  • Stazione Marittima Piombino Porto: il tragitto  è di circa 16 Km con un tempo di percorrenza di circa 20 minuti in condizioni di traffico normali;
  • Piombino centro citta‘ : il tragitto e’ di circa 15 KM con un tempo di percorrenza di circa 15 minuti in condizioni di traffico normali;
  • Ospedale  di Villamarina: il tragitto é di circa 15 Km con un tempo di percorrenza di circa 18 minuti in condizioni di traffico normali;

http://taxipiombino.blogspot.it/

25apr 2014

Possibili destinazioni:

  • Da Punta Ala per Aeroporto di Fiumicino e viceversa: il tragitto è di circa 215 Km con un tempo di percorrenza in condizioni di traffico normali di circa 2 ore e 40 minuti;
  • Da Punta Ala per Roma Centro Citta’ e viceversa: il tragitto è di circa 220-225 Km con un tempo di percorrenza in condizioni di traffico normali di circa 2 ore e 50 minuti-3 ore;
  • Da Punta Ala per Aeroporto di Ciampino e viceversa: il tragitto è di circa 231 Km con un tempo di percorrenza in condizioni di traffico normali di circa 2 ore e 50 minuti;
25apr 2014

Possibili destinazioni:

  • Da Castiglione Della Pescaia per Pisa Centro Citta’ e viceversa: il tragitto è di circa 137 Km con un tempo di percorrenza di circa 1 ora e 40 minuti in condizioni di traffico normali;
  • Da Castiglione Della Pescaia per Aeroporto Galileo Galilei Pisa e viceversa: il tragitto è di circa 133 km con un tempo di percorrenza di 1 ora  e 35 minuti in condizioni di traffico normali;